Seconda nobile verità — trovare il desiderio dietro la sofferenza

Quando la sofferenza è presente, risalila alla sua causa: quale desiderio, attaccamento o resistenza la alimenta?

Why it works

Samudaya (l'insorgere, la causa) identifica il desiderio bramoso (tanha) — nello specifico il desiderio per l'esperienza piacevole (kama-tanha), per l'esistenza (bhava-tanha), e per la non-esistenza o l'annientamento (vibhava-tanha). Ciò che questi hanno in comune è il rifiuto del momento presente reale a favore di qualcos'altro. La mossa diagnostica è trovare l'esatto "lo voglio diverso" che genera la sofferenza.

How to do it

  1. Con la sofferenza nominata, chiedi: "Cosa sto desiderando al posto di ciò che c'è qui?"
  2. Cerca il desiderio di diversità: "Voglio che questo finisca", "Voglio che accada X", "Voglio che fosse andata diversamente".
  3. Cerca anche il desiderio di non-esistenza: "Vorrei che questo non esistesse".
  4. Nomina l'oggetto specifico del desiderio nel modo più preciso possibile.

Prove scientifiche

Il legame desiderio-sofferenza è replicato nella ricerca sull'adattamento edonico e sul raggiungimento degli obiettivi: il desiderio per stati futuri o contro stati presenti predice affidabilmente un minore benessere, anche quando gli stati desiderati vengono raggiunti. (observational)

Gilbert e Wilson studiano gli errori nella previsione affettiva, non tanha nello specifico; il meccanismo desiderio-sofferenza è condiviso.

Fonti

Errore comune

Concludere che tutto il desiderio sia il problema e cercare di eliminare completamente il volere — tanha si riferisce specificamente alla qualità spinta e afferrante del desiderio bramoso, non alla motivazione sana o all'aspirazione.

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