Traccia il legame tra umore e vagare
Nota se il vagare sta sfuggendo a una difficoltà presente o segnalando bisogni insoddisfatti.
Why it works
Lo studio su larga scala di Killingsworth e Gilbert ha trovato che la mente vagante era un predittore affidabile di infelicità, ma la direzione causale è complessa — le persone vagano anche di più quando sono infelici. Riconoscere la valenza emotiva del tuo vagare (fantasia positiva sul futuro vs. rimuginio vs. fuga) ti dà informazioni diagnostiche piuttosto che solo un lapsus da sopprimere.
How to do it
- Quando ti sorprendi a vagare, nota brevemente: "Era positivo, neutro o negativo?"
- Se la maggior parte delle volte è negativo (rimuginio, preoccupazione), trattalo come un segnale sul tuo stato emotivo, non solo sull'attenzione.
- Rispondi allo stato sottostante (una breve camminata, scrivere la preoccupazione) invece di forzare più concentrazione.
Prove scientifiche
Lo studio di campionamento dell'esperienza di Killingsworth e Gilbert su 2.250 persone ha trovato che una mente vagante riportava valutazioni di felicità più basse di una mente concentrata sul compito, in quasi tutte le categorie di attività. (observational)
Correlazionale; anche gli stati d'animo infelici aumentano la mente vagante, quindi la causalità va in entrambe le direzioni. Il vagare positivo orientato al futuro potrebbe non comportare lo stesso costo in termini di felicità.
Fonti
- Killingsworth & Gilbert (2010), “A Wandering Mind Is an Unhappy Mind”, Science
Errore comune
Trattare ogni mente vagante come un fallimento di disciplina quando il vagare negativo è spesso un sintomo di un'emozione non elaborata che una concentrazione raddoppiata non può risolvere.
Metti in pratica questo con IX Coach
More practices for La Mente Vagante e la Rete del Modo Predefinito
- Cogli la deriva con la meta-consapevolezza
Nota di aver derivato prima che il vagare ti rubi minuti interi.
- Programma finestre intenzionali di mente vagante
Designa brevi finestre per il pensiero non strutturato così la DMN scatta alle tue condizioni.
- Tieni un registro dei pensieri estranei al compito
Cattura i pensieri fuori compito che ricorrono così puoi affrontarli fuori dall'orario di lavoro.
- Monotask con una finestra di pre-impegno
Impegnati in un compito per un periodo fisso con un punto finale esplicito visibile in anticipo.
- Progetta segnali che richiamano la modalità concentrazione
Costruisci trigger ambientali che segnalano al tuo cervello "concentrati ora".
- Usa una frase di rifocalizzazione a una sola riga
Tieni pronta una breve frase specifica per tirarti indietro verso il compito senza giudizio.
- Ricoinvolgi i compiti noiosi trovando un obiettivo di processo
Sostituisci "finisci questa cosa noiosa" con un obiettivo di mestiere che renda il processo degno di attenzione.