Rivalutazione a distanza

Fai un passo indietro dalla situazione e pensaci come se fossi un osservatore, o come se stesse accadendo a qualcun altro.

Why it works

L'immersione di sé in un problema mantiene i centri emotivi a piena intensità. La distanza psicologica — vedere la situazione da una prospettiva in terza persona, o proiettarsi avanti nel tempo — riduce la rilevanza personale del trigger emotivo senza richiedere di costruire una nuova interpretazione. La visione distanziata recluta naturalmente un'elaborazione astratta e regolatoria invece dell'elaborazione concreta e reattiva che produce l'auto-focus ravvicinato.

How to do it

  1. Chiediti: "Come consiglierei a un amico che sta affrontando esattamente questo?"
  2. Oppure: "Cosa penserò di questo tra cinque anni? Tra dieci?"
  3. Prova a narrare la situazione in terza persona: "Lui/lei sta affrontando X, e cosa potrebbe fare è…"
  4. Nota cosa appare diverso da quel punto di vista.

Prove scientifiche

La rivalutazione a distanza è tra i sottotipi meglio supportati. La distanziazione di sé — la presa di prospettiva in terza persona o la distanziazione temporale — riduce affidabilmente l'intensità emotiva e la rimuginazione nella ricerca sperimentale. (rct)

La distanziazione funziona bene per emozione negativa ordinaria e conflitto; per l'elaborazione del trauma, la distanza può essere protettiva nella direzione sbagliata. Calibra la tecnica alla situazione.

Fonti

  • Kross & Ayduk (2011), self-distancing and emotional regulation, Emotion
  • Grossmann & Kross (2014), temporal distancing and wise reasoning, Psychological Science

Errore comune

Usare la distanziazione per evitare permanentemente di impegnarsi con il sentimento invece che come riduzione temporanea per accedere a un pensiero più saggio — la distanza cronica è evitamento emotivo.

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