Technostress: Cos'è e Come Gestirlo

Le componenti dello sforzo tecnologico e le pratiche che affrontano ciascun meccanismo

Cos'è il technostress e come lo si riduce?

Il technostress, un termine sistematizzato da Larry Rosen, descrive lo sforzo cognitivo, emotivo e fisiologico prodotto dal sovraccarico tecnologico, dalla complessità, dall'insicurezza e dallo sfumarsi dei confini vita-lavoro a causa dei dispositivi sempre accesi. È un fenomeno reale e misurabile con correlati fisiologici; gli interventi più supportati dalle prove riguardano la fissazione di confini, le pause di recupero e la riduzione della richiesta percepita di essere continuamente disponibili.

Il technostress non è una cosa sola, motivo per cui il consiglio generico di "usare meno il telefono" così spesso manca il bersaglio. La ricerca sui sistemi informativi di Ragu-Nathan, Tarafdar e colleghi separa cinque distinti creatori di technostress: il techno-sovraccarico (la tecnologia che ti spinge a lavorare più velocemente e più a lungo), la techno-invasione (il lavoro che ti raggiunge ovunque, così non sei mai davvero libero), la techno-complessità (sistemi abbastanza complicati da far sentire inadeguate le tue competenze, così passi tempo a imparare lo strumento invece di fare il lavoro), la techno-insicurezza (la paura che la tecnologia, o qualcuno che la conosce meglio, ti renda sostituibile), e la techno-incertezza (aggiornamenti costanti che significano che la tua fluidità faticosamente conquistata continua a scadere). Il programma di ricerca parallelo di Larry Rosen, sviluppato in tre decenni, documenta i correlati psicologici e fisiologici dello stesso sforzo. Ogni componente ha meccanismi distinti e beneficia di interventi diversi — la soluzione per la complessità è avere meno sistemi, meglio appresi, mentre la soluzione per l'invasione è un confine. Le pratiche seguenti affrontano le forme più comuni e ben documentate di technostress.

Pratiche

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