Accoppia la regola con l'auto-compassione, non l'autocritica

Rispondi a un salto con gentilezza e un piano, che rimbalza più velocemente della dura autocritica.

Why it works

L'autocritica dura dopo uno scivolone aumenta la vergogna, e la vergogna predice il mollare piuttosto che rimettersi in carreggiata. L'auto-compassione — trattare un salto come un lapse umano normale e reindirizzare all'azione successiva — è associata a un recupero più veloce e maggiore persistenza. La regola dei due giorni ne ha bisogno perché la sua intera logica dipende dal tornare calmamente il giorno dopo piuttosto che precipitare in una spirale.

How to do it

  1. Dopo un salto, parla a te stesso come faresti con un amico: questo è normale, il giorno successivo è ciò che conta.
  2. Salta l'autopunizione e passa direttamente al piano del giorno di recupero.
  3. Nota e interrompi l'autocritica dura, che rende più probabile il secondo salto, non meno.

Prove scientifiche

La ricerca sull'auto-compassione collega una risposta più gentile al fallimento con maggiore motivazione a migliorare e recupero più veloce dagli intoppi, mentre l'autocritica predice l'evitamento e il mollare. (observational)

L'auto-compassione aiuta il recupero ma non è una licenza per smettere di provare; è accoppiata con il fermo impegno del secondo giorno, non un suo sostituto.

Fonti

  • Breines & Chen (2012), self-compassion increases motivation to improve after failure, Personality and Social Psychology Bulletin

Errore comune

Rimproverarti dopo il primo salto credendo che ti motiverà, quando invece aumenta la vergogna e rende più probabile il secondo salto — e il mollare.

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