Usare l'intuizione dell'anatta durante una crisi identitaria

Quando un grande cambiamento di vita minaccia il tuo senso di chi sei, l'anatta riformula il disturbo come la naturale fluidità del processo.

Why it works

Le crisi identitarie sembrano catastrofiche in parte perché vengono interpretate come la distruzione di qualcosa che dovrebbe essere permanente e fisso. L'anatta riformula: non c'era mai un sé permanente e fisso da distruggere, solo una configurazione che ora è cambiata. Questo non banalizza il disturbo — lo normalizza e rimuove lo strato di terrore esistenziale che deriva dall'aspettarsi erroneamente che il sé sia permanente.

How to do it

  1. Durante una grande transizione, nomina l'identità specifica che sembra persa: "Ero un/a [ruolo], e ora non lo sono."
  2. Chiediti: "Quell'identità è mai stata davvero permanente? Era sempre condizionata da quelle circostanze?"
  3. Consenti il lutto per la genuina perdita delle circostanze, mentre allenti la storia che "io" sia stato/a distrutto/a.
  4. Indaga: "Chi ero prima di quell'identità? Chi sto diventando ora?"

Prove scientifiche

La ricerca sull'identità narrativa mostra che le grandi transizioni di vita richiedono l'aggiornamento dell'autonarrazione. Le narrazioni di sé rigide rendono le transizioni più difficili; narrazioni di sé flessibili ed evolutive predicono un migliore adattamento dopo il disturbo. (observational)

McAdams studia l'identità narrativa in generale; l'anatta è una lente buddhista allineata con, ma non derivata da, la psicologia narrativa.

Fonti

  • McAdams & McLean (2013), narrative identity, Current Directions in Psychological Science

Errore comune

Cercare rapidamente una nuova identità fissa per riempire il vuoto, il che replica il problema originale. L'insegnamento dell'anatta è abitare lo spazio aperto abbastanza a lungo perché emerga una chiarezza genuina.

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