Etichettatura emotiva in terza persona per l'auto-distanziamento

Etichetta la tua emozione usando il tuo nome: "Alex si sente ansioso" invece di "Sono ansioso".

Why it works

Il discorso interiore in terza persona crea un auto-distanziamento linguistico, che riduce l'elaborazione neurale autoreferenziale e la reattività emotiva. Quando Ethan Kross e colleghi hanno confrontato "mi sento ansioso" con "Ethan si sente ansioso" in fattori di stress di laboratorio, l'etichettatura in terza persona ha ridotto il cortisolo e il disagio soggettivo. Il meccanismo è simile all'etichettatura affettiva ma aggiunge un ulteriore livello di prospettiva dell'osservatore che indebolisce ulteriormente la fusione tra sé e stato emotivo.

How to do it

  1. Quando sei emotivamente attivato, etichetta l'emozione in terza persona: "[Il tuo nome] si sente [emozione] in questo momento."
  2. Nota se questo crea uno spostamento nel modo in cui ti relazioni al sentimento.
  3. Continua a narrare la tua esperienza in terza persona per 60-90 secondi.
  4. Torna alla prima persona e osserva se l'intensità o la prospettiva sono cambiate.

Prove scientifiche

Kross et al. hanno scoperto che il discorso interiore in terza persona riduceva la reattività emotiva e migliorava il ragionamento saggio su dilemmi personali in più studi. Il meccanismo si sovrappone all'etichettatura affettiva e aggiunge l'auto-distanziamento come leva ulteriore. (observational)

La ricerca è principalmente analogica di laboratorio; se l'effetto sia mantenuto nella pratica quotidiana sostenuta rispetto agli esiti clinici non è stato studiato in studi randomizzati.

Fonti

  • Kross et al. (2014), self-talk as a regulatory mechanism, Journal of Personality and Social Psychology

Errore comune

Usare l'etichettatura in terza persona in modo sarcastico o beffardo ("Guarda Emily che fa la drammatica") invece che neutralmente — il beneficio dell'auto-distanziamento dipende dal registro osservativo e non giudicante.

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