Usa l'immaginazione per rientrare in contatto con esperienze evitate

Rivisita un ricordo doloroso con immaginazione concreta invece che con analisi astratta.

Why it works

I ricordi emotivi immagazzinati in forma verbale astratta sono più difficili da elaborare fino in fondo — girano in loop invece di risolversi. Rientrare in contatto tramite l'immaginazione sensoriale attiva la rete di memoria specifica, il che permette all'elaborazione emotiva di arrivare a completamento e riduce il ritorno intrusivo del ricordo. L'immaginazione è legata più direttamente ai sistemi emotivi rispetto all'analisi verbale, rendendola un percorso più diretto verso la risoluzione.

How to do it

  1. Scegli un ricordo o una situazione a cui hai pensato in modo astratto e ripetitivo.
  2. Chiudi gli occhi e ricostruisci la scena nel dettaglio sensoriale concreto: cosa hai visto, sentito, odorato?
  3. Nota quali emozioni emergono quando la scena è concreta invece che riassunta.
  4. Lascia che le emozioni siano presenti senza analizzarne il significato; lascia che la scena si svolga per intero.

Prove scientifiche

Gli interventi basati sull'immaginazione nella RFCBT e in terapie affini (imagery rescripting, immaginazione centrata sulla compassione) hanno supporto da studi clinici per la depressione; la superiorità dell'immaginazione rispetto all'elaborazione verbale per i ricordi emotivi è supportata dalla ricerca in psicologia sperimentale. (clinical)

Il lavoro con l'immaginazione su ricordi dolorosi può essere attivante; la pratica autoguidata è adatta solo a disagio da lieve a moderato — per materiale di livello traumatico è consigliabile il supporto clinico.

Errore comune

Raccontare il ricordo in terza persona ("lei era sconvolta") invece di riviverlo in prima persona con dettagli sensoriali — il beneficio dell'elaborazione richiede l'immersione in prima persona, non la narrazione.

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