La pausa di autocompassione

Una frase in tre passaggi che dici in un momento difficile: questa è sofferenza, la sofferenza è umana, che io possa essere gentile con me stesso/a.

Why it works

La pausa attiva deliberatamente tutte e tre le componenti dell'autocompassione insieme. Nominare il momento come sofferenza coinvolge la consapevolezza; ricordare a te stesso/a che la lotta è universale coinvolge l'umanità comune; il desiderio finale coinvolge la gentilezza verso di sé. Insieme interrompono la spirale di minaccia e vergogna e ti spostano verso una risposta calmante e basata sulla cura.

How to do it

  1. Quando noti dolore, dì (in silenzio): "Questo è un momento di sofferenza."
  2. Poi: "La sofferenza fa parte della vita — anche altre persone provano questo."
  3. Poi offriti un desiderio gentile: "Che io possa essere gentile con me stesso/a", o metti una mano sul cuore.
  4. Adatta le parole a ciò di cui hai davvero bisogno di sentire in quel momento.

Prove scientifiche

La pausa di autocompassione è un esercizio centrale del programma Mindful Self-Compassion (MSC), valutato in studi randomizzati controllati che mostrano un aumento dell'autocompassione e una riduzione di depressione, ansia e stress rispetto ai controlli in lista d'attesa. (rct)

La maggior parte degli studi testa l'intero programma MSC di più settimane; la singola pausa è una componente, e gli effetti di un esercizio isolato sono meno direttamente studiati.

Errore comune

Saltare il passaggio dell'umanità comune e trasformarlo in un autodialogo tipo "calmati", che ti mantiene isolato/a nella tua sofferenza invece di connetterti all'esperienza umana condivisa.

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