Radicarsi nella postura: lo zazen come fondamento

Lascia che il corpo sia eretto, stabile e assestato prima di ogni altra cosa.

Why it works

Dogen scrisse notoriamente che la pratica dello zazen non è separata dalla pratica del Buddhismo — la postura non è un contenitore per la pratica, è la pratica. Fisicamente, una spina dorsale eretta e una postura equilibrata e radicata creano uno stato corporeo vigile senza tensione, che è il prerequisito fisiologico per una consapevolezza aperta sostenuta. Accasciarsi collassa la vigilanza; la rigidità crea la tensione che la pratica cerca di rilasciare.

How to do it

  1. Siediti su uno zafu (cuscino) o una sedia in modo che i fianchi siano al livello delle ginocchia o leggermente sopra, permettendo alla spina dorsale di impilarsi naturalmente.
  2. Lascia che la sommità della testa si sollevi leggermente, mento raccolto, viso rilassato, occhi aperti e rivolti verso il basso a un angolo di 45 gradi.
  3. Posiziona le mani nel mudra dhyana (mano destra che riposa nella sinistra, pollici che si toccano leggermente) sull'addome inferiore.
  4. Mantieni la postura continuamente senza aggiustarla inutilmente — tornandovi ogni volta che noti di esserti afflosciato.

Prove scientifiche

Una postura eretta e stabile che sostiene l'attenzione sostenuta è coerente con la ricerca generale sulla meditazione. Le specifiche convenzioni posturali Zen sono standard tradizionali piuttosto che variabili ottimizzate e studiate. (mechanistic)

Il beneficio attentivo di una postura stabile e vigile è plausibile; le forme posturali precise dello Zen Soto sono convenzione, non una configurazione validata separatamente.

Errore comune

Trattare il disagio come qualcosa da superare a ogni costo, risultando in sessioni definite dalla gestione del dolore anziché dalla consapevolezza aperta. La stabilità è l'obiettivo, non la resistenza.

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