Pratiche di coaching per kensho e la pratica espirituale
Descrivi quasi qualsiasi cosa su cui stai lavorando e IX Coach trova le pratiche con il miglior adattamento alla realtà. Per kensho e la pratica espirituale, queste sono le corrispondenze più solide nell'attuale libreria di pratiche.
Pratiche che potrebbero aiutare
- Continuare la pratica dopo l'intuizione (post-kensho)
Tratta ogni apertura come un inizio, non un arrivo: il curriculum continua.
Koan zen: l'indagine oltre la ragione - Pratica zen (zazen e oltre)
Lo zen è centrato sullo zazen — la meditazione seduta — in due forme principali: shikantaza ("semplicemente sedersi" in consapevolezza aperta) e la pratica del koan (indagine sostenuta in una domanda paradossale). Accanto a queste si trova la "mente del principiante", l'atteggiamento di incontrare l'esperienza senza preconcetti. Sono pratiche contemplative tradizionali; alcuni meccanismi si sovrappongono all'allenamento dell'attenzione studiato, ma gli scopi e le affermazioni specifiche dello zen sono in gran parte esperienziali piuttosto che clinicamente validati. - Pratica del koan e condotta etica quotidiana (sila)
Radica l'indagine sul koan nei precetti etici: l'intuizione senza condotta è instabile.
Koan zen: l'indagine oltre la ragione - Presentare la comprensione a un maestro (sanzen)
Porta la tua risposta al koan direttamente a un maestro, non come spiegazione verbale ma come dimostrazione dal vivo.
Koan zen: l'indagine oltre la ragione - Praticare il kinhin in contesti ordinari
Pratica la qualità di attenzione del kinhin durante qualsiasi camminata — pendolarismo, corridoi, giardino.
Kinhin: La Meditazione Camminata Zen - Il lavoro come pratica (samu)
Porta un'attenzione piena e sincera ai compiti ordinari, trattando l'attività stessa come meditazione.
Pratica zen (zazen e oltre) - Portare il koan attraverso la vita quotidiana
Mantieni il koan silenziosamente vivo durante le attività ordinarie così l'indagine non è limitata al cuscino.
Koan zen: l'indagine oltre la ragione - Praticare con occhi aperti e abbassati
Tieni gli occhi dolcemente aperti e rivolti verso il basso — nello Zen, l'occhio aperto è l'occhio che pratica.
Kinhin: La Meditazione Camminata Zen - Praticare con una sangha (seduta comunitaria)
Siediti regolarmente con altri — la pratica di gruppo stabilizza la pratica individuale in modi che la solitudine non può.
Shikantaza: solo sedersi - Estendere lo shikantaza all'attività quotidiana
Porta la stessa consapevolezza non aggrappante e presente dalla seduta formale nei compiti ordinari.
Shikantaza: solo sedersi
Preoccupazioni correlate
- pratica di Naikan secondo Hakuin
Percepisci il koan come una domanda sentita nella pancia e nel petto, non solo come un pensiero nella testa.
Portare il koan nel corpo
- sanzen teacher interview
Porta la tua risposta al koan direttamente a un maestro, non come spiegazione verbale ma come dimostrazione dal vivo.
Presentare la comprensione a un maestro (sanzen)
- shoshin praticare
Il termine giapponese è shoshin (初心) — letteralmente "mente del principiante" o "mente iniziale" — e indica la pratica zen di avvicinarsi all'esperienza, inclusi compiti familiari, relazioni e idee, come se fosse la prima volta, liberi dalle assunzioni che l'esperienza accumula silenziosamente. Viene dal buddhismo zen ed è strettamente associato a Shunryu Suzuki, il sacerdote zen Sōtō che fondò lo Zen Center di San Francisco; il suo libro del 1970 Zen Mind, Beginner's Mind si apre con la frase con cui la maggior parte delle persone lo conosce: nella mente del principiante ci sono molte possibilità, ma nella mente dell'esperto ce ne sono poche. La stessa parola appare nelle arti marziali giapponesi e nei mestieri tradizionali, dove porta un senso aggiuntivo di tornare alla propria intenzione originale piuttosto che semplicemente fingere ignoranza. Lo shoshin non significa fingere di non sapere nulla; significa tenere ciò che sai abbastanza leggermente perché nuove informazioni possano ancora atterrare. Nella psicologia contemporanea si sovrappone alla ricerca sul pensiero attivamente aperto, sulla curiosità, e sui costi cognitivi documentati della cecità dell'esperto — sebbene la pratica sia prima di tutto una disciplina contemplativa, e la ricerca psicologica sia un parallelo, non la sua fonte.
La mente del principiante (Shoshin), spiegata in modo pratico
- soto zen comunità praticare
Lo zen è centrato sullo zazen — la meditazione seduta — in due forme principali: shikantaza ("semplicemente sedersi" in consapevolezza aperta) e la pratica del koan (indagine sostenuta in una domanda paradossale). Accanto a queste si trova la "mente del principiante", l'atteggiamento di incontrare l'esperienza senza preconcetti. Sono pratiche contemplative tradizionali; alcuni meccanismi si sovrappongono all'allenamento dell'attenzione studiato, ma gli scopi e le affermazioni specifiche dello zen sono in gran parte esperienziali piuttosto che clinicamente validati.
Pratica zen (zazen e oltre)
- zen praticare zazen e oltre dopo una battuta d'arresto
Lo zen è centrato sullo zazen — la meditazione seduta — in due forme principali: shikantaza ("semplicemente sedersi" in consapevolezza aperta) e la pratica del koan (indagine sostenuta in una domanda paradossale). Accanto a queste si trova la "mente del principiante", l'atteggiamento di incontrare l'esperienza senza preconcetti. Sono pratiche contemplative tradizionali; alcuni meccanismi si sovrappongono all'allenamento dell'attenzione studiato, ma gli scopi e le affermazioni specifiche dello zen sono in gran parte esperienziali piuttosto che clinicamente validati.
- zen praticare zazen e oltre al lavoro
Lo zen è centrato sullo zazen — la meditazione seduta — in due forme principali: shikantaza ("semplicemente sedersi" in consapevolezza aperta) e la pratica del koan (indagine sostenuta in una domanda paradossale). Accanto a queste si trova la "mente del principiante", l'atteggiamento di incontrare l'esperienza senza preconcetti. Sono pratiche contemplative tradizionali; alcuni meccanismi si sovrappongono all'allenamento dell'attenzione studiato, ma gli scopi e le affermazioni specifiche dello zen sono in gran parte esperienziali piuttosto che clinicamente validati.
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