Pratiche di coaching per cos'è mu zen
Descrivi quasi qualsiasi cosa su cui stai lavorando e IX Coach trova le pratiche con il miglior adattamento alla realtà. Per cos'è mu zen, queste sono le corrispondenze più solide nell'attuale libreria di pratiche.
Pratiche che potrebbero aiutare
- Pratica zen (zazen e oltre)
Lo zen è centrato sullo zazen — la meditazione seduta — in due forme principali: shikantaza ("semplicemente sedersi" in consapevolezza aperta) e la pratica del koan (indagine sostenuta in una domanda paradossale). Accanto a queste si trova la "mente del principiante", l'atteggiamento di incontrare l'esperienza senza preconcetti. Sono pratiche contemplative tradizionali; alcuni meccanismi si sovrappongono all'allenamento dell'attenzione studiato, ma gli scopi e le affermazioni specifiche dello zen sono in gran parte esperienziali piuttosto che clinicamente validati. - Meditazione del Conteggio del Respiro
Il conteggio del respiro (susokukan in giapponese Zen) è una pratica di attenzione focalizzata in cui conti silenziosamente ogni espirazione da uno a dieci, poi ricominci, usando il conteggio per ancorare l'attenzione e rilevare rapidamente quando la mente ha vagato. È uno dei metodi di allenamento dell'attenzione formalizzati più antichi; il suo meccanismo si allinea bene con la ricerca sull'attenzione focalizzata, anche se il conteggio del respiro come pratica isolata è stato raramente testato separatamente. - Il lavoro come pratica (samu)
Porta un'attenzione piena e sincera ai compiti ordinari, trattando l'attività stessa come meditazione.
Pratica zen (zazen e oltre) - Koan zen: l'indagine oltre la ragione
Un koan è una domanda o un aneddoto paradossale — "Qual è il suono di una mano sola?" — usato nello zen Rinzai per esaurire il pensiero discorsivo e provocare un'intuizione non concettuale chiamata kensho. La pratica del koan è una tradizione esperienziale secolare; i benefici sono riportati all'interno del lignaggio ma non sono stati validati da ricerca controllata, e il lavoro autentico sui koan viene tradizionalmente svolto sotto la guida di un maestro qualificato. - Ricevere e tenere un primo koan
Prendi in carico un singolo koan e lascia che diventi un ronzio costante di fondo invece di un enigma da risolvere.
Koan zen: l'indagine oltre la ragione - Estendere lo shikantaza all'attività quotidiana
Porta la stessa consapevolezza non aggrappante e presente dalla seduta formale nei compiti ordinari.
Shikantaza: solo sedersi - Shikantaza (semplicemente sedersi)
Siedi in consapevolezza aperta e senza oggetto: non concentrandoti su nulla, non seguendo nulla.
Pratica zen (zazen e oltre) - Zen To Done (ZTD), Reso Pratico
Zen To Done (ZTD) è l'alternativa deliberatamente semplificata di Leo Babauta al Getting Things Done (GTD) di David Allen. La differenza principale: il GTD ti chiede di installare un intero sistema a più parti — contesti, archiviazione elaborata, revisioni settimanali di molte liste — tutto insieme, mentre lo ZTD mantiene solo le mosse fondamentali del GTD (catturare tutto, definire l'azione successiva) e aggiunge due cose che al GTD mancano — un roll-out abitudine per abitudine, così installi una pratica alla volta invece dell'intero sistema in una volta, e un focus quotidiano su un piccolo insieme di compiti più importanti (MIT) invece di lavorare in modo reattivo su una lista lunga. In breve: il GTD è completo e può essere complesso da sostenere; lo ZTD è l'essenziale del GTD più uno strato di semplicità e formazione delle abitudini per chi ha trovato il GTD completo troppo pesante da mantenere in funzione. - Illuminazione silenziosa: la qualità della quiete vigile
Coltiva una quiete illuminata dall'interno — silenziosa e vigile, non vuota e ottusa.
Shikantaza: solo sedersi - Portare il koan attraverso la vita quotidiana
Mantieni il koan silenziosamente vivo durante le attività ordinarie così l'indagine non è limitata al cuscino.
Koan zen: l'indagine oltre la ragione
Preoccupazioni correlate
- dopo di la iluminazione in il Zen
Tratta ogni apertura come un inizio, non un arrivo: il curriculum continua.
Continuare la pratica dopo l'intuizione (post-kensho)
- soto zen meditazione
Lo shikantaza ('solo questo sedersi') è la pratica meditativa centrale dello Zen Soto, formulata da Dogen Zenji (1200–1253). È una meditazione senza oggetto, a consapevolezza aperta: ci si siede con presenza vigile, senza concentrarsi su alcun oggetto particolare e senza cercare di raggiungere alcuno stato. Dogen insegnava che lo shikantaza non è un mezzo verso l'illuminazione ma l'espressione di essa — sedersi è di per sé la pratica. I benefici si sovrappongono alla meditazione a monitoraggio aperto studiata, sebbene le affermazioni specifiche dello shikantaza siano esperienziali piuttosto che clinicamente validate.
Shikantaza: solo sedersi
- la grande duda in il zen
Lascia che il non-sapere diventi intenso e vivo invece di qualcosa da cui fuggire.
Lavorare con il grande dubbio
- come practicar il zen
Lo zen è centrato sullo zazen — la meditazione seduta — in due forme principali: shikantaza ("semplicemente sedersi" in consapevolezza aperta) e la pratica del koan (indagine sostenuta in una domanda paradossale). Accanto a queste si trova la "mente del principiante", l'atteggiamento di incontrare l'esperienza senza preconcetti. Sono pratiche contemplative tradizionali; alcuni meccanismi si sovrappongono all'allenamento dell'attenzione studiato, ma gli scopi e le affermazioni specifiche dello zen sono in gran parte esperienziali piuttosto che clinicamente validati.
Pratica zen (zazen e oltre)
- samadhi in movimiento in il zen
Porta un'attenzione piena e sincera ai compiti ordinari, trattando l'attività stessa come meditazione.
Il lavoro come pratica (samu)
- sanzen teacher interview
Porta la tua risposta al koan direttamente a un maestro, non come spiegazione verbale ma come dimostrazione dal vivo.
Presentare la comprensione a un maestro (sanzen)
Descrivi la tua situazione con le tue parole per cercare nella libreria completa di pratiche.