Applicare anicca al concetto di sé

Nota che il "sé" con cui ti identifichi ora è una configurazione temporanea — diversa da chi eri cinque anni fa e da chi sarai.

Why it works

Il concetto di sé è tra i costrutti mentali più tenacemente reificati. Applicare anicca direttamente ad esso — esaminando come le credenze su "chi sono" sono già cambiate più volte in una sola vita — produce una presa più leggera sui concetti di sé attuali e più apertura al cambiamento. Questo è il ponte tra anicca e anatta: l'impermanenza applicata al sé inizia a rivelare che anche il "sé" è un processo.

How to do it

  1. Scrivi una breve descrizione di come ti vedevi cinque anni fa — la tua identità, credenze, priorità.
  2. Confrontala con ora: quanto è cambiato senza catastrofe?
  3. Chiediti: "chi sono ora è più permanente di chi ero allora?"
  4. In meditazione, nota qualsiasi concetto di sé emergente come "impermanente — anche questo cambierà".

Prove scientifiche

La ricerca sull'identità narrativa mostra che il concetto di sé viene continuamente rivisto lungo la vita e che la continuità del sé è in parte una costruzione. Gli studi sulla flessibilità psicologica mostrano che allentare l'identificazione con concetti di sé fissi riduce l'angoscia. (observational)

McAdams studia l'identità narrativa; l'applicazione di anicca è buddhismo tradizionale allineato con, ma non derivato dalla, ricerca sull'identità narrativa.

Fonti

  • McAdams & McLean (2013), narrative identity, Current Directions in Psychological Science

Errore comune

Usare l'impermanenza del sé come scusa per non investire nella crescita a lungo termine ("cambierò comunque") — l'intuizione riguarda l'allentare l'identificazione rigida, non abbandonare l'impegno.

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