La svolta della gratitudine dell'impermanenza

Usa la consapevolezza che le cose piacevoli sono temporanee per intensificare un genuino apprezzamento mentre sono presenti.

Why it works

La tendenza del cervello a normalizzare e smettere di notare le cose belle (adattamento edonico) può essere contrastata trattenendo deliberatamente l'impermanenza di un'esperienza piacevole — "questo finirà". Il contrasto che quella consapevolezza inserisce fa sì che le cose belle tornino a sembrare belle. Il meccanismo è parallelo ai risultati sulla "salienza della mortalità" nella psicologia positiva, che mostrano che brevi promemoria della finitudine aumentano l'apprezzamento vissuto.

How to do it

  1. Durante un'esperienza genuinamente piacevole, fermati e porta l'attenzione al fatto che finirà.
  2. Non come ansia — semplicemente nota: "questo è qui ora. Non ci sarà sempre".
  3. Poi torna all'esperienza con piena attenzione, lasciando che la consapevolezza dell'impermanenza intensifichi anziché smorzare l'apprezzamento.

Prove scientifiche

La salienza della mortalità e i promemoria di finitudine aumentano l'apprezzamento edonico delle esperienze attuali in studi sperimentali — supportando direttamente l'uso della consapevolezza dell'impermanenza per contrastare l'adattamento edonico. (rct)

Kurtz studia il distanziamento temporale e l'apprezzamento prospettico; l'inquadramento buddhista di anicca è applicato qui, non testato direttamente.

Fonti

Errore comune

Usare l'impermanenza come ragione per non investire o godersi le cose belle ("finirà comunque") — la pratica è l'opposto: l'impermanenza rende le cose belle più degne di attenzione, non meno.

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