La Cittadella Interiore

La facoltà sovrana di Marco Aurelio come allenamento pratico — secondo Pierre Hadot

Cos'è la "cittadella interiore" stoica?

La "cittadella interiore" è il nome che Pierre Hadot dà a un'idea centrale di Marco Aurelio: la tua stessa mente razionale — il tuo potere di giudicare e assentire — è l'unico luogo che nessun evento esterno può portarti via. Marco la chiama "hegemonikon" (facoltà sovrana). Costruirla significa allenare la tua facoltà di assenso perché risponda alle impressioni deliberatamente invece di essere strattonata da esse. Le pratiche hanno una base di evidenza in gran parte meccanicistica e clinica, attraverso la nota linea di discendenza dallo Stoicismo alla CBT.

"La Cittadella Interiore" di Pierre Hadot (1998) è la lettura moderna più rigorosa di Marco Aurelio — mostra che i Colloqui con se stesso non sono un trattato filosofico ma un manuale di allenamento: Marco che scrive per esercitare la propria facoltà sovrana. La cittadella interiore è la sua immagine della mente al suo meglio: inespugnabile non perché le circostanze non possano raggiungerti ma perché i tuoi giudizi non sono consegnati a esse. Di seguito le pratiche che Hadot identifica — ciascuna con il proprio meccanismo, l'evidenza onesta, e il modo specifico in cui fallisce.

Pratiche

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