Pratiche di coaching per Consapevolezza Non-Duale, in Pratica

Descrivi quasi qualsiasi cosa su cui stai lavorando e IX Coach trova le pratiche con il miglior adattamento alla realtà. Per Consapevolezza Non-Duale, in Pratica, queste sono le corrispondenze più solide nell'attuale libreria di pratiche.

Pratiche che potrebbero aiutare

  1. Consapevolezza Non-Duale, in Pratica
    La consapevolezza non-duale è una modalità di coscienza in cui l'attenzione non è più esclusivamente identificata con i contenuti dell'esperienza (pensieri, sensazioni, sentimenti) ma riposa come lo spazio aperto e consapevole in cui quei contenuti appaiono. L'approccio della "mindfulness senza sforzo" di Loch Kelly usa brevi esercizi di riconoscimento per spostarsi in questa modalità; la ricerca sulla più ampia famiglia di pratiche di monitoraggio aperto trova riduzioni di ansia e ruminazione, anche se la consapevolezza non-duale stessa è un'area di ricerca più recente con studi controllati limitati.
  2. Pratica dello sguardo fugace: un riconoscimento di 10 secondi dello spazio consapevole
    Fermati, lascia cadere la domanda "Di cosa sono consapevole?" e nota semplicemente che la consapevolezza è già accesa.
    Consapevolezza Non-Duale, in Pratica
  3. Noting avanzato — notare l'atto stesso del notare
    Rivolgi l'attenzione al processo del notare stesso, osservando chi sta facendo l'etichettatura e se il "notatore" è anch'esso un evento mentale.
    La Pratica del Noting, Resa Pratica
  4. Piccoli sguardi fugaci, molte volte — il modello di consegna a microdosi
    Allena la consapevolezza non-duale attraverso molti brevi tocchi durante la giornata anziché lunghe sedute.
    Consapevolezza Non-Duale, in Pratica
  5. Riconosci la presenza consapevole all'interno di un'emozione forte
    Quando sorge un'emozione forte, sposta l'attenzione verso il notare la consapevolezza in cui l'emozione appare anziché esserne travolto.
    Consapevolezza Non-Duale, in Pratica
  6. Mono no Aware: Il Pathos delle Cose
    Mono no aware (もののあわれ) — spesso tradotto come 'il pathos delle cose' o 'l'ah-ness delle cose' — è un concetto estetico giapponese del XVIII secolo identificato da Motoori Norinaga. Descrive una sensibilità agrodolce all'impermanenza: la risonanza emotiva che sorge quando senti pienamente sia la bellezza di qualcosa sia la sua transitorietà simultaneamente. Come pratica non è malinconia ma una sintonia intensificata e compassionevole con la natura passeggera di ogni esperienza.
  7. Sposta l'identità dal concetto di sé alla consapevolezza stessa
    Sperimenta con "Sono lo spazio consapevole" anziché "Sono i miei pensieri e sentimenti".
    Consapevolezza Non-Duale, in Pratica
  8. Sperimentare il sé come processo, non come cosa
    In meditazione, osserva direttamente il flusso di esperienza e nota che "io" è un'etichetta per il flusso, non un osservatore separato di esso.
    Anatta: L'Insegnamento Buddhista del Non-Sé nella Pratica
  9. Espandersi verso una consapevolezza panoramica
    Allarga deliberatamente l'attenzione dal suo consueto punto focale ristretto per includere simultaneamente l'intero campo dell'esperienza sensoriale.
    Meditazione a Monitoraggio Aperto, in Pratica
  10. Nota chi nota: trova la consapevolezza osservante
    Sposta l'attenzione da ciò che stai notando alla consapevolezza che sta notando.
    La Posizione del Testimone

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