Pratiche di coaching per immagine di sé e concentrazione

Descrivi quasi qualsiasi cosa su cui stai lavorando e IX Coach trova le pratiche con il miglior adattamento alla realtà. Per immagine di sé e concentrazione, queste sono le corrispondenze più solide nell'attuale libreria di pratiche.

Pratiche che potrebbero aiutare

  1. Sposta l'attenzione verso l'esterno nelle situazioni sociali
    Dirigi il tuo focus verso ciò che l'altra persona sta dicendo e provando, non su come appari.
    L'Effetto Riflettore: Perché Pensi che Tutti Ti Stiano Guardando
  2. Usa patti identitari
    Adotta l'immagine di sé come persona "indistraibile" così la concentrazione diventa chi sei.
    Indistraibile, in Pratica
  3. Costruisci l'autoconoscenza da evidenza comportamentale
    Ancora le tue credenze su di te a comportamenti passati specifici, non a sentimenti o opinioni altrui.
    Chiarezza del Concetto di Sé, In Modo Pratico
  4. Focusing e il Senso Percepito, Reso Pratico
    Il Focusing, sviluppato dal filosofo e psicoterapeuta Eugene Gendlin, è una pratica strutturata di ascolto interiore che si rivolge al "senso percepito" — una conoscenza corporea, pre-verbale, riguardo a una situazione. Piccoli studi clinici e ricerche sugli esiti terapeutici suggeriscono che le persone in grado di accedere al senso percepito facciano più progressi terapeutici, sebbene manchino grandi trial controllati. Le abilità di auto-indagine che il Focusing insegna sono a basso rischio e ampiamente applicabili.
  5. Rifocalizzazione attenzionale situazionale: sposta l'attenzione da sé alla situazione
    Nelle situazioni che provocano ansia, reindirizza attivamente l'attenzione verso l'esterno — verso il compito, l'altra persona, l'ambiente.
    Terapia Metacognitiva, in Pratica
  6. Usa un focus esterno più distale per benefici prestazionali maggiori
    Concentrati più lontano dal corpo (sul bersaglio, non sull'attrezzo) per il massimo beneficio attentivo.
    Focus Esterno dell'Attenzione, in Pratica
  7. Focus Esterno dell'Attenzione, in Pratica
    Il focus esterno significa dirigere la tua attenzione sull'EFFETTO previsto di un movimento — dove va la palla, dove atterra la forza, il bersaglio sul muro — invece che sulla meccanica del tuo corpo, il che si chiama focus interno ("piega le ginocchia", "rannicchia il gomito"). In più di due decenni di esperimenti guidati da Gabriele Wulf, il focus esterno supera costantemente quello interno sia per apprendere un'abilità sia per eseguirla sotto pressione, con dimensioni di effetto da moderate a grandi e, cosa insolita per questo campo, un solido record di replicazione. La spiegazione offerta dalla teoria OPTIMAL di Wulf e Lewthwaite ha due parti: prestare attenzione a un effetto esterno permette al sistema motorio di auto-organizzarsi automaticamente (l'ipotesi dell'azione vincolata), mentre prestare attenzione ai propri arti sostituisce quel controllo automatico veloce con un controllo cosciente più lento; e il focus esterno sostiene anche il senso di competenza che sostiene l'apprendimento. La regola pratica è che il punto di riferimento deve trovarsi al di fuori del corpo, e in generale, più è distante, maggiore è il beneficio.
  8. Pratica l'allentamento dell'identificazione con l'ego
    Allena la capacità di osservare i tuoi pensieri, sentimenti e ruoli senza esserne completamente identificato.
    La Filosofia Perenne, Resa Pratica
  9. Dirigi l'attenzione all'effetto del movimento, non al movimento stesso
    Presta attenzione a dove va la palla o dove atterra la forza — non a come si muove il tuo braccio o la tua gamba.
    Focus Esterno dell'Attenzione, in Pratica
  10. Sposta l'obiettivo dall'alta autostima alla considerazione autentica di sé
    Smetti di cercare di sentirti bene con te stesso e inizia a puntare a una conoscenza di sé onesta e compassionevole.
    Autostima vs. Valore Personale

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