Respirazione Nasale Alternata: Pranayama per Calma e Concentrazione

Respirazione nasale alternata, tecniche a narice singola e la fisiologia che le sostiene

La respirazione nasale alternata calma il sistema nervoso?

Le pratiche di respirazione nasale del pranayama yogico — in particolare la respirazione nasale alternata (nadi shodhana) — hanno evidenze modeste ma costanti di riduzione della pressione sanguigna, riduzione dell'ansia autoriportata e miglioramento dell'attenzione a breve termine. I meccanismi proposti (l'espirazione prolungata che attiva il vago; il flusso d'aria nasale che influenza la lateralizzazione autonomica) sono fisiologicamente plausibili. Le dimensioni dell'effetto sono modeste; la respirazione nasale in generale — anche senza alternanza — offre benefici reali rispetto all'abituale respirazione dalla bocca.

Il pranayama — il respiro regolato nello yoga — comprende decine di tecniche; quelle più studiate e più utili nella pratica coinvolgono la respirazione nasale deliberata, l'espirazione lenta e l'alternanza ritmica delle narici. L'affermazione centrale è che le due narici non sono identiche: la narice sinistra attiva preferenzialmente le vie dell'emisfero destro e parasimpatiche; la destra attiva le vie dell'emisfero sinistro e simpatiche. Questa ipotesi di lateralizzazione ha plausibilità biologica (ciclo nasale, proiezioni olfattive asimmetriche) ma l'evidenza è preliminare e contestata. Ciò che è ben stabilito è più semplice: la respirazione nasale lenta, soprattutto con espirazione prolungata, sposta l'equilibrio autonomico verso il parasimpatico.

Pratiche

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