Nota e nomina l'esperienza dalla posizione dell'osservatore

Descrivi cosa sta accadendo dentro nella terza persona dell'osservatore, non nella prima persona del contenuto.

Why it works

Il linguaggio modella l'esperienza: "sono ansioso/a" fonde l'osservatore con il contenuto, mentre "noto che c'è ansia presente" preserva la distanza. Lo spostamento grammaticale è piccolo, ma lo spostamento relazionale che crea è reale — colloca "io" nella funzione osservante, non nello stato emotivo, che è la mossa definitoria del sé-come-contesto. Praticato ripetutamente, questo costruisce l'abitudine di abitare l'osservatore piuttosto che il contenuto.

How to do it

  1. Quando sorge un'emozione o un pensiero, descrivilo con "Noto ___" invece di "Sono ___".
  2. Usa un linguaggio fisico piuttosto che identitario dove possibile: "C'è tensione nel mio petto" invece di "Sono stressato/a".
  3. Esercita questa convenzione di scrittura per renderla automatica nei momenti dal vivo.
  4. Nota quando scivoli di nuovo nel linguaggio identitario — è l'abitudine da spostare gradualmente.

Prove scientifiche

Il distanziamento linguistico (riferirsi a se stessi in terza persona o come osservatore) ha supporto sperimentale per ridurre la reattività emotiva e migliorare l'autoregolazione in diversi studi di laboratorio. (observational)

La ricerca sull'autodialogo generalmente usa la denominazione in terza persona piuttosto che esattamente l'inquadramento dell'osservatore dell'ACT; il meccanismo è correlato ma non identico.

Fonti

  • Kross et al. (2014), self-talk and emotional regulation, Journal of Personality and Social Psychology

Errore comune

Usare il linguaggio meccanicamente senza lo spostamento di prospettiva che lo accompagna. Le parole sono un suggerimento per l'esperienza — dire "noto" mentre si è ancora fusi suona semplicemente strano e non fa nulla.

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