Usa l'autocompassione strutturata dopo un ritardo — non l'autocritica
Rispondere alla procrastinazione con l'autocritica predice più procrastinazione, non meno.
Why it works
La vergogna e il senso di colpa generati dal procrastinare sono essi stessi stati emotivi avversivi — e la regolazione emotiva è un driver centrale di ulteriore procrastinazione (vedi la ricerca di Pychyl). L'autocritica dopo un ritardo aumenta l'affetto negativo associato al compito, alzando il costo emotivo del tornarci. L'autoperdono e l'autocompassione, al contrario, spezzano il ciclo vergogna-evitamento e si sono dimostrati predire un ritorno più veloce al compito.
How to do it
- Dopo un episodio di ritardo, nomina la procrastinazione senza giudizio: "L'ho rimandato."
- Chiediti: "Quale emozione stavo evitando?" — identifica il sentimento invece di criticarti per averlo provato.
- Applica la stessa risposta che daresti a un amico capace che ha rimandato un compito difficile.
- Reindirizza l'attenzione alla più piccola azione successiva possibile invece di soffermarti sul tempo perso.
Prove scientifiche
Wohl, Pychyl e Bennett (2010) hanno scoperto che l'autoperdono per la procrastinazione predice meno procrastinazione successiva sullo stesso tipo di compito. Lo studio è stato condotto con studenti durante la preparazione degli esami. (observational)
Osservazionale e limitato a un contesto accademico studentesco. La generalizzazione ad altri tipi di compiti e popolazioni è ragionevole ma non ancora ben studiata.
Fonti
- Wohl, Pychyl & Bennett (2010), I forgive myself, now I can study: self-forgiveness and procrastination, Personality and Individual Differences
Errore comune
Usare l'autocompassione come permesso invece che come reset — "va bene che ho procrastinato" come punto finale invece che come transizione verso l'azione successiva.
Metti in pratica questo con IX Coach
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- Alza la tua aspettativa di successo prima di iniziare
Aumenta la fiducia che lo sforzo porterà davvero a un buon risultato — una bassa aspettativa è un driver centrale del rinvio.
- Fai sentire il compito degno di essere fatto, adesso
Aumenta il valore percepito del compito collegandolo a significato, ricompense o curiosità.
- Riduci l'impulsività riprogettando il tuo ambiente
L'impulsività è un tratto stabile, ma la sua espressione dipende dal contesto — riprogetta il contesto.
- Accorcia il ritardo effettivo con scadenze intermedie
Avvicina la scadenza percepita così che la pressione che aumenta la motivazione arrivi prima.
- Diagnostica quale variabile è il tuo collo di bottiglia
Usa l'equazione a quattro variabili come diagnosi: trova il fattore più debole prima di scegliere una soluzione.
- Usa dispositivi di pre-impegno per compensare la bassa motivazione
Blocca in anticipo il comportamento così da non dipendere dalla motivazione del momento per iniziare.