Inchiesta sul terreno stabile: cosa non è cambiato?

Nel disagio, chiediti quale aspetto della tua consapevolezza è rimasto costante attraverso tutte le esperienze.

Why it works

Il disagio acuto crea la sensazione avvincente che il sé venga destabilizzato. L'inchiesta sul terreno stabile sfrutta il fatto fenomenologico che il testimone consapevole non cambia esso stesso anche quando i suoi contenuti cambiano drasticamente — la consapevolezza del dolore non è dolorosa allo stesso modo in cui lo è il dolore. Riconoscere questo fornisce un appiglio soggettivo al di fuori del contenuto crescente del disagio, riducendo la sofferenza secondaria di sentirsi fuori controllo.

How to do it

  1. Quando sei in difficoltà, chiediti: "In tutte le mie esperienze di oggi, cosa è rimasto immutato?"
  2. Nota che qualcosa è stato consapevole per tutto il tempo — del bene e del male, del mattino e della notte.
  3. Lascia che quella continuità di consapevolezza serva come punto di riferimento stabile, non come soluzione.
  4. Ritorna alla domanda ogni volta che la sensazione di destabilizzazione si intensifica.

Prove scientifiche

Questa inchiesta attinge alla fenomenologia della coscienza e alle tradizioni della psicologia transpersonale. È anche correlata alla ricerca sulla continuità del sé in psicologia, che trova che un senso di continuità temporale del sé protegge dall'ansia. Uno studio diretto di questa specifica inchiesta non è disponibile. (mechanistic)

Meccanicisticamente plausibile sulla base di ricerche correlate sul decentramento e sulla continuità del sé; non sperimentata in modo indipendente come intervento clinico.

Errore comune

Trasformare l'inchiesta in un dibattito con il disagio ("ma le cose sono cambiate!") invece di una semplice constatazione fenomenologica — la domanda riguarda lo spazio consapevole, non se le circostanze della vita sono stabili.

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