Etichettatura in terza persona per attivare il testimone

Riferisciti a te stesso per nome o in terza persona mentre narri la tua esperienza: "Dan si sente ansioso."

Why it works

La ricerca sull'auto-distanziamento trova che il dialogo interiore in terza persona o basato sul nome riduce l'attività nelle regioni cerebrali autoreferenziali e abbassa la reattività emotiva, in particolare per le esperienze negative auto-rilevanti. Usare il proprio nome crea giusto abbastanza distanza linguistica da spostare dalla fusione in prima persona ("sono ansioso" = minaccia esistenziale) all'osservazione in terza persona ("John è ansioso" = uno stato osservato), che è la posizione del testimone nel linguaggio ordinario.

How to do it

  1. Quando noti un'emozione intensa o una spirale di pensieri, fermati.
  2. Riformula ciò che stai vivendo in terza persona: "Sarah nota di essere sopraffatta."
  3. Continua a narrare la tua esperienza in questo modo per 60–90 secondi.
  4. Nota se c'è un cambiamento nell'intensità percepita.

Prove scientifiche

La ricerca di laboratorio trova che il dialogo interiore distanziato (usare il proprio nome) riduce la reattività emotiva e il rimuginio rispetto al dialogo interiore in prima persona, con effetti osservati sia in misure comportamentali sia di neuroimaging. (observational)

La ricerca sull'auto-distanziamento è robusta in contesti di laboratorio; se operazionalizzi direttamente la posizione contemplativa del testimone o sia semplicemente un meccanismo adiacente non è stato studiato.

Fonti

  • Kross et al. (2014), self-talk as a regulatory mechanism, Journal of Personality and Social Psychology

Errore comune

Usare l'etichettatura in terza persona in modo sarcastico o critico ("Steve fa di nuovo l'idiota") invece che in modo neutro — il beneficio dipende dal tono osservativo, non giudicante.

Metti in pratica questo con IX Coach

Inizia con IX Coach

More practices for La Posizione del Testimone

Concetti correlati