Pratiche di coaching per meditazione zen per principiantes

Descrivi quasi qualsiasi cosa su cui stai lavorando e IX Coach trova le pratiche con il miglior adattamento alla realtà. Per meditazione zen per principiantes, queste sono le corrispondenze più solide nell'attuale libreria di pratiche.

Pratiche che potrebbero aiutare

  1. Contare il respiro (susokukan)
    Conta i respiri da uno a dieci e ricomincia, un tradizionale punto d'ingresso verso una mente stabile.
    Pratica zen (zazen e oltre)
  2. Pratica zen (zazen e oltre)
    Lo zen è centrato sullo zazen — la meditazione seduta — in due forme principali: shikantaza ("semplicemente sedersi" in consapevolezza aperta) e la pratica del koan (indagine sostenuta in una domanda paradossale). Accanto a queste si trova la "mente del principiante", l'atteggiamento di incontrare l'esperienza senza preconcetti. Sono pratiche contemplative tradizionali; alcuni meccanismi si sovrappongono all'allenamento dell'attenzione studiato, ma gli scopi e le affermazioni specifiche dello zen sono in gran parte esperienziali piuttosto che clinicamente validati.
  3. La mente del principiante (Shoshin), spiegata in modo pratico
    Il termine giapponese è shoshin (初心) — letteralmente "mente del principiante" o "mente iniziale" — e indica la pratica zen di avvicinarsi all'esperienza, inclusi compiti familiari, relazioni e idee, come se fosse la prima volta, liberi dalle assunzioni che l'esperienza accumula silenziosamente. Viene dal buddhismo zen ed è strettamente associato a Shunryu Suzuki, il sacerdote zen Sōtō che fondò lo Zen Center di San Francisco; il suo libro del 1970 Zen Mind, Beginner's Mind si apre con la frase con cui la maggior parte delle persone lo conosce: nella mente del principiante ci sono molte possibilità, ma nella mente dell'esperto ce ne sono poche. La stessa parola appare nelle arti marziali giapponesi e nei mestieri tradizionali, dove porta un senso aggiuntivo di tornare alla propria intenzione originale piuttosto che semplicemente fingere ignoranza. Lo shoshin non significa fingere di non sapere nulla; significa tenere ciò che sai abbastanza leggermente perché nuove informazioni possano ancora atterrare. Nella psicologia contemporanea si sovrappone alla ricerca sul pensiero attivamente aperto, sulla curiosità, e sui costi cognitivi documentati della cecità dell'esperto — sebbene la pratica sia prima di tutto una disciplina contemplativa, e la ricerca psicologica sia un parallelo, non la sua fonte.
  4. Mente del principiante (shoshin)
    Incontra ogni momento senza la sovrapposizione di competenza, aspettativa o "lo so già".
    Pratica zen (zazen e oltre)
  5. Shikantaza (semplicemente sedersi)
    Siedi in consapevolezza aperta e senza oggetto: non concentrandoti su nulla, non seguendo nulla.
    Pratica zen (zazen e oltre)
  6. Postura e respiro dello zazen
    Stabilisci una postura seduta stabile ed eretta e lascia che il respiro si assesti come base della pratica.
    Pratica zen (zazen e oltre)
  7. Il lavoro come pratica (samu)
    Porta un'attenzione piena e sincera ai compiti ordinari, trattando l'attività stessa come meditazione.
    Pratica zen (zazen e oltre)
  8. Shikantaza — "solo sedersi" nella tradizione Soto Zen
    Siediti con presenza completa e nulla da raggiungere — nessun obiettivo, nessuna tecnica, nessun osservatore separato dal sedersi.
    Meditazione a Monitoraggio Aperto, in Pratica
  9. Rilasciare l'oggetto: sedersi senza un punto focale
    Lascia andare il fissare l'attenzione sul respiro, un mantra, o qualsiasi altra àncora — sii semplicemente presente.
    Shikantaza: solo sedersi
  10. Radicarsi nella postura: lo zazen come fondamento
    Lascia che il corpo sia eretto, stabile e assestato prima di ogni altra cosa.
    Shikantaza: solo sedersi

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