Pratiche di coaching per tecnica del focusing

Descrivi quasi qualsiasi cosa su cui stai lavorando e IX Coach trova le pratiche con il miglior adattamento alla realtà. Per tecnica del focusing, queste sono le corrispondenze più solide nell'attuale libreria di pratiche.

Pratiche che potrebbero aiutare

  1. Focusing e il Senso Percepito, Reso Pratico
    Il Focusing, sviluppato dal filosofo e psicoterapeuta Eugene Gendlin, è una pratica strutturata di ascolto interiore che si rivolge al "senso percepito" — una conoscenza corporea, pre-verbale, riguardo a una situazione. Piccoli studi clinici e ricerche sugli esiti terapeutici suggeriscono che le persone in grado di accedere al senso percepito facciano più progressi terapeutici, sebbene manchino grandi trial controllati. Le abilità di auto-indagine che il Focusing insegna sono a basso rischio e ampiamente applicabili.
  2. Distingui l'applicare dal sostenere l'attenzione
    Prima, dirigi l'attenzione verso l'oggetto (applicare); poi, resta con esso senza tendere (sostenere).
    Shamatha: la pratica buddhista della calma dimorante
  3. Usa un focus esterno più distale per benefici prestazionali maggiori
    Concentrati più lontano dal corpo (sul bersaglio, non sull'attrezzo) per il massimo beneficio attentivo.
    Focus Esterno dell'Attenzione, in Pratica
  4. Tieni una lista di cattura dell'attenzione durante l'iperfocus
    Scrivi ogni impulso, distrazione e idea fuori tema che emerge durante una sessione invece di agire su di essa o sopprimerla.
    Iperfocus: Dirigere Attenzione Intensa Verso Ciò Che Conta di Più
  5. Iperfocus: Dirigere Attenzione Intensa Verso Ciò Che Conta di Più
    L'iperfocus è uno stato di assorbimento intenso in un unico compito, dove l'attenzione si restringe così tanto che tempo, fame e tutto ciò che è fuori dal compito smettono di essere percepiti. La parola viene usata in due modi piuttosto diversi, e sapere quale hai incontrato rende il resto della pagina comprensibile. Nel modello di produttività di Chris Bailey — il senso attorno a cui questa pagina è costruita — l'iperfocus è uno stato in cui si entra deliberatamente: scegli un compito significativo, rimuovi le distrazioni che ti tirerebbero fuori, e mantieni l'attenzione lì apposta. Il resoconto di Bailey è una sintesi da praticante che attinge alla ricerca sull'attenzione piuttosto che un programma di ricerca suo proprio. L'altro senso è l'iperfocus ampiamente descritto nelle comunità ADHD e nella scrittura clinica: un assorbimento che arriva da sé, di solito legato a qualcosa di intrinsecamente interessante, e da cui può essere genuinamente difficile uscire — a volte a costo reale di sonno, pasti o obblighi. Quell'esperienza è riportata molto comunemente, ma vale la pena essere precisi sul suo status: non è uno dei criteri diagnostici formali per l'ADHD, e la base di ricerca diretta è considerevolmente più sottile di quanto il volume di scrittura popolare al riguardo lasci intendere. I due sensi condividono una fenomenologia e differiscono nel controllo, che è la distinzione pratica: uno è un'abilità che puoi esercitarti a far entrare e uscire, l'altro è uno stato che tende a scegliere il proprio momento. Le pratiche di seguito allenano il primo. Molte di esse — decidere in anticipo l'oggetto dell'attenzione, e impostare un segnale di uscita prima di iniziare — sono riportate come utili da persone che sperimentano principalmente il secondo, perché lavorano sull'ingresso e sull'uscita piuttosto che sull'assorbimento stesso. Niente qui diagnostica nulla; se un assorbimento involontario sta disturbando la tua vita, quella è una conversazione per un clinico, non per una pagina di produttività.
  6. Attenzione selettiva a suoni individuali
    Concentrati deliberatamente su una fonte sonora distinta tra diverse e mantieni lì l'attenzione.
    La Tecnica di Allenamento dell'Attenzione (ATT), in Pratica
  7. Usa il dialogo interno istruttivo per compiti di precisione
    Usa brevi segnali tecnici che dirigono l'attenzione sul parametro chiave del movimento invece che sul risultato.
    Strategie di Dialogo Interno, in Pratica
  8. Focus Esterno dell'Attenzione, in Pratica
    Il focus esterno significa dirigere la tua attenzione sull'EFFETTO previsto di un movimento — dove va la palla, dove atterra la forza, il bersaglio sul muro — invece che sulla meccanica del tuo corpo, il che si chiama focus interno ("piega le ginocchia", "rannicchia il gomito"). In più di due decenni di esperimenti guidati da Gabriele Wulf, il focus esterno supera costantemente quello interno sia per apprendere un'abilità sia per eseguirla sotto pressione, con dimensioni di effetto da moderate a grandi e, cosa insolita per questo campo, un solido record di replicazione. La spiegazione offerta dalla teoria OPTIMAL di Wulf e Lewthwaite ha due parti: prestare attenzione a un effetto esterno permette al sistema motorio di auto-organizzarsi automaticamente (l'ipotesi dell'azione vincolata), mentre prestare attenzione ai propri arti sostituisce quel controllo automatico veloce con un controllo cosciente più lento; e il focus esterno sostiene anche il senso di competenza che sostiene l'apprendimento. La regola pratica è che il punto di riferimento deve trovarsi al di fuori del corpo, e in generale, più è distante, maggiore è il beneficio.
  9. Tecnica di allenamento dell'attenzione (ATT)
    Pratica lo spostamento deliberato dell'attenzione tra suoni diversi — un esercizio che sviluppa la flessibilità attentiva e riduce l'autofocalizzazione.
    Terapia Metacognitiva, in Pratica
  10. Antar trataka — immagine residua interiorizzata
    Chiudi gli occhi dopo aver fissato lo sguardo e tieni l'immagine mentale della fiamma al centro della fronte.
    Trataka: la pratica yoga della meditazione a sguardo fisso

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