Notare cosa credi sui tuoi pensieri

Esamina le credenze che ti dicono che preoccuparti è utile o necessario — non solo le preoccupazioni stesse.

Why it works

La teoria MCT sostiene che la preoccupazione persiste non perché il contenuto sia irrisolvibile ma per le credenze metacognitive che la guidano: "preoccuparmi mi tiene al sicuro", "non posso controllare la mia preoccupazione", "pensare senza controllo è pericoloso". Queste credenze sono il motore; sfidare solo il contenuto lascia il motore acceso. Identificare e mettere in discussione le credenze metacognitive è ciò che distingue la MCT dalla CBT standard.

How to do it

  1. Dopo un episodio di preoccupazione, chiediti: "Cosa credevo sul fatto che mi stessi preoccupando?"
  2. Scrivi le credenze trovate (ad esempio, "preoccuparmi mi prepara", "se smetto di preoccuparmi qualcosa andrà storto").
  3. Metti alla prova la credenza come faresti con un'affermazione fattuale: qual è l'evidenza che sia vera?
  4. Sperimenta: scegli deliberatamente di non preoccuparti di un innesco questa settimana e osserva l'esito.

Prove scientifiche

Le credenze metacognitive sulla preoccupazione sono affidabilmente collegate alla gravità del disturbo d'ansia generalizzata in studi correlazionali, e gli interventi MCT mirati a queste credenze producono miglioramenti negli esiti in studi controllati. (observational)

La correlazione tra credenze metacognitive e ansia non dimostra che le credenze siano causalmente primarie; gli studi di scomposizione per isolare questa componente sono limitati.

Fonti

  • Wells (1995), Metacognitions Questionnaire development; Wells & Carter (2001), metacognitive beliefs and GAD

Errore comune

Trattare "cosa credo sulla preoccupazione?" come un'altra domanda di preoccupazione e finire ad analizzare perché ti preoccupi, invece di far emergere e testare la specifica credenza metacognitiva.

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