Domande potenti e aperte in ogni fase
Fare domande che invitano a pensare, non che suggeriscono risposte — e chiedere più di quanto si dica.
Why it works
Una domanda che contiene già la sua risposta ("Non potresti semplicemente parlargli?") consegna alla persona una conclusione, e una conclusione ricevuta è una che si può abbandonare senza costo — non ne sei mai stato l'autore. Una domanda genuinamente aperta fa fare alla persona il recupero e il ragionamento da sé, e lo sforzo di generare una risposta è ciò che la lega a essa: le conclusioni auto-generate vengono ricordate meglio e difese più fermamente di quelle ricevute. Ecco perché anche il silenzio dopo una domanda non è un vuoto morto ma il vero lavoro — il coach che lo riempie ha interrotto l'unico processo che avrebbe prodotto impegno.
How to do it
- Preferisci domande "cosa" e "come" rispetto a "perché" (che può sembrare accusatorio) e "fai tu" (chiusa).
- Fai una domanda alla volta — più domande in un solo turno spingono la persona a scegliere la più facile.
- Concedi il silenzio dopo una domanda; resisti a riempirlo. Il pensiero È il lavoro.
- Chiedi regolarmente: "Qual è la cosa più importante qui?" per tagliare attraverso la complessità.
Prove scientifiche
Il questioning che supporta l'autonomia — dove il coach elicita invece di dirigere — è coerente con le previsioni della teoria dell'autodeterminazione sulla motivazione intrinseca. L'affermazione che le risposte auto-generate vengono trattenute e agite più fortemente di quelle ricevute è un risultato consolidato nella ricerca sulla memoria sull'effetto della generazione, sebbene quel lavoro studiasse il richiamo di materiale, non l'impegno verso azioni di coaching. (mechanistic)
Il potere delle domande aperte è fondato teoricamente più che direttamente testato nel coaching. Applicare l'effetto della generazione all'impegno è un'estrapolazione dalla ricerca sulla memoria, e le regole pratiche su quanto un coach debba chiedere rispetto a dire non sono state ottimizzate sperimentalmente.
Errore comune
Chiedere "Hai pensato di essere semplicemente più assertivo?" — una domanda nella forma grammaticale che è in realtà un suggerimento, il che chiude invece di aprire il pensiero.
Metti in pratica questo con IX Coach
More practices for Il Modello di Coaching GROW, Reso Pratico
- Chiarire l'Obiettivo con precisione
Stabilire esattamente cosa la persona vuole raggiungere — non il tema presentato, ma il risultato specifico e di cui si è titolari.
- Mappare la Realtà con un'indagine curiosa e non giudicante
Costruire un quadro accurato e specifico della situazione attuale prima di passare alle soluzioni.
- Generare Opzioni prima di valutarne alcuna
Fare un brainstorming di tutti i percorsi possibili prima di giudicare — poi è la persona coachata, non il coach, a restringerli.
- Costruire un impegno concreto per la Volontà
Convertire l'opzione scelta in un'azione specifica con una data, e chiedere "cosa farai?" non "cosa proverai a fare?"
- Anticipazione degli ostacoli prima della chiusura
Prima di terminare, chiedi "cosa potrebbe ostacolarti?" e pianifica in anticipo la risposta.
- Chiudere il ciclo GROW con una revisione della sessione
All'inizio della sessione successiva, rivedi cosa è stato concordato e cosa è effettivamente accaduto prima di fissare un nuovo obiettivo.