Modello GROW: 10 pratiche di coaching basate sull'evidenza
Descrivi quasi qualsiasi cosa su cui stai lavorando e IX Coach trova le pratiche con il miglior adattamento alla realtà. Per modello GROW, queste sono le corrispondenze più solide nell'attuale libreria di pratiche.
Pratiche che potrebbero aiutare
- Mantieni un catalogo personale di modelli con esempi
Tieni un inventario scritto dei tuoi modelli, ciascuno illustrato con un esempio reale dalla tua esperienza.
Modelli Mentali: l'Approccio a Reticolo di Charlie Munger - Il Modello GROW: Conversazioni di Coaching che Muovono Davvero le Persone
Il modello GROW (Goal/Obiettivo, Reality/Realtà, Options/Opzioni, Will/Volontà o Via da Seguire), reso popolare da Coaching for Performance di John Whitmore, è il framework di conversazione di coaching più usato al mondo. Funziona sequenziando una conversazione dalla chiarezza dell'obiettivo attraverso una valutazione onesta della realtà fino alla generazione di opzioni e all'impegno — resistendo all'istinto del coach di saltare direttamente al consiglio. Le prove sono cliniche piuttosto che da trial controllati, sebbene i principi sottostanti si mappino su meccanismi psicologici ben supportati. - Il Modello di Coaching GROW, Reso Pratico
Il modello GROW è una struttura in quattro fasi per una conversazione di coaching. GOAL (Obiettivo) stabilisce cosa la persona vuole davvero; REALITY (Realtà) mappa con sincerità ciò che sta effettivamente accadendo ora; OPTIONS (Opzioni) genera possibili percorsi prima che uno di essi venga giudicato; WILL (Volontà) converte il percorso scelto in un'azione specifica e concordata. L'ordine è importante: ogni fase è un prerequisito per la successiva, e il coach fa domande invece di dare consigli, così le risposte — e la titolarità di esse — restano alla persona coachata. È il modello di coaching più usato nel coaching esecutivo e aziendale, generalmente attribuito a Graham Alexander, Alan Fine e Sir John Whitmore, che lo hanno reso popolare in Coaching for Performance. La sua base di evidenza è principalmente il consenso dei professionisti più che studi randomizzati — anche se i singoli meccanismi che lo compongono (definizione specifica degli obiettivi, intenzioni di implementazione, mental contrasting) sono ciascuno ben supportati singolarmente. - Genera Opzioni — esplora l'intera gamma di possibilità prima di impegnarti
Invita la persona a generare quante più opzioni possibile prima di valutarne alcuna.
Il Modello GROW: Conversazioni di Coaching che Muovono Davvero le Persone - Mantieni un alto rapporto domande-affermazioni durante GROW
Fai domande molto più spesso di quanto tu offra affermazioni — il pensiero della persona in coaching è il prodotto.
Il Modello GROW: Conversazioni di Coaching che Muovono Davvero le Persone - Generare Opzioni prima di valutarne alcuna
Fare un brainstorming di tutti i percorsi possibili prima di giudicare — poi è la persona coachata, non il coach, a restringerli.
Il Modello di Coaching GROW, Reso Pratico - Modificare e Ingrandire
Chiediti: cosa succede se rendi un elemento più grande, più piccolo, più veloce, più lento, più forte o più debole?
SCAMPER: Una Tecnica di Creatività Sistematica - Distingui costantemente la mappa dal territorio
Un modello è una semplificazione — sappi precisamente dove il tuo si rompe.
Modelli Mentali: l'Approccio a Reticolo di Charlie Munger - Le Stagioni della Vita
Il framework delle stagioni della vita tratta lo sviluppo adulto come una sequenza di fasi distinte — ciascuna con le proprie esigenze naturali, priorità appropriate e sfide di transizione. Attingendo dalla psicologia dello sviluppo (Levinson, Erikson, Sheehy) e dal lavoro pratico di progettazione della vita, sostiene che opporsi alla propria stagione attuale (fare lavoro primaverile in autunno, o rifiutare di accettare una transizione) produce più disagio della stagione stessa. - Prendi in prestito temporaneamente un'identità chiedendo "cosa farebbe [persona]?"
Adottare temporaneamente l'identità di un modello di riferimento in un contesto specifico riduce l'attrito nell'agire come farebbe lui.
Identity Priming, Reso Pratico
Questo suona come le sfide che potresti star affrontando?
- Leggo tutti questi strumenti di pensiero brillanti e annuisco, e poi appena affronto davvero un problema difficile non me ne viene in mente nemmeno uno
- Appena emerge un'idea praticabile l'afferro e smettiamo di cercare
- Quando riascolto le mie conversazioni di coaching parlo molto più dell'altra persona
- Appena la persona che sto seguendo nomina un paio di idee, io intervengo con «hai pensato a» e di fatto le consegno la mia risposta
- Tutto ciò che mi viene in mente sta in questo comodo mezzo
Preoccupazioni correlate
- modello G-R-O-W
Il modello GROW (Goal/Obiettivo, Reality/Realtà, Options/Opzioni, Will/Volontà o Via da Seguire), reso popolare da Coaching for Performance di John Whitmore, è il framework di conversazione di coaching più usato al mondo. Funziona sequenziando una conversazione dalla chiarezza dell'obiettivo attraverso una valutazione onesta della realtà fino alla generazione di opzioni e all'impegno — resistendo all'istinto del coach di saltare direttamente al consiglio. Le prove sono cliniche piuttosto che da trial controllati, sebbene i principi sottostanti si mappino su meccanismi psicologici ben supportati.
Il Modello GROW: Conversazioni di Coaching che Muovono Davvero le Persone
- modello GROW
Tieni un inventario scritto dei tuoi modelli, ciascuno illustrato con un esempio reale dalla tua esperienza.
Mantieni un catalogo personale di modelli con esempi
- Modello GROW per la gestione
Il modello GROW è una struttura in quattro fasi per una conversazione di coaching. GOAL (Obiettivo) stabilisce cosa la persona vuole davvero; REALITY (Realtà) mappa con sincerità ciò che sta effettivamente accadendo ora; OPTIONS (Opzioni) genera possibili percorsi prima che uno di essi venga giudicato; WILL (Volontà) converte il percorso scelto in un'azione specifica e concordata. L'ordine è importante: ogni fase è un prerequisito per la successiva, e il coach fa domande invece di dare consigli, così le risposte — e la titolarità di esse — restano alla persona coachata. È il modello di coaching più usato nel coaching esecutivo e aziendale, generalmente attribuito a Graham Alexander, Alan Fine e Sir John Whitmore, che lo hanno reso popolare in Coaching for Performance. La sua base di evidenza è principalmente il consenso dei professionisti più che studi randomizzati — anche se i singoli meccanismi che lo compongono (definizione specifica degli obiettivi, intenzioni di implementazione, mental contrasting) sono ciascuno ben supportati singolarmente.
Il Modello di Coaching GROW, Reso Pratico
- diagramma del modello GROW
Il modello GROW è una struttura in quattro fasi per una conversazione di coaching. GOAL (Obiettivo) stabilisce cosa la persona vuole davvero; REALITY (Realtà) mappa con sincerità ciò che sta effettivamente accadendo ora; OPTIONS (Opzioni) genera possibili percorsi prima che uno di essi venga giudicato; WILL (Volontà) converte il percorso scelto in un'azione specifica e concordata. L'ordine è importante: ogni fase è un prerequisito per la successiva, e il coach fa domande invece di dare consigli, così le risposte — e la titolarità di esse — restano alla persona coachata. È il modello di coaching più usato nel coaching esecutivo e aziendale, generalmente attribuito a Graham Alexander, Alan Fine e Sir John Whitmore, che lo hanno reso popolare in Coaching for Performance. La sua base di evidenza è principalmente il consenso dei professionisti più che studi randomizzati — anche se i singoli meccanismi che lo compongono (definizione specifica degli obiettivi, intenzioni di implementazione, mental contrasting) sono ciascuno ben supportati singolarmente.
- esempio di modello GROW
Il modello GROW è una struttura in quattro fasi per una conversazione di coaching. GOAL (Obiettivo) stabilisce cosa la persona vuole davvero; REALITY (Realtà) mappa con sincerità ciò che sta effettivamente accadendo ora; OPTIONS (Opzioni) genera possibili percorsi prima che uno di essi venga giudicato; WILL (Volontà) converte il percorso scelto in un'azione specifica e concordata. L'ordine è importante: ogni fase è un prerequisito per la successiva, e il coach fa domande invece di dare consigli, così le risposte — e la titolarità di esse — restano alla persona coachata. È il modello di coaching più usato nel coaching esecutivo e aziendale, generalmente attribuito a Graham Alexander, Alan Fine e Sir John Whitmore, che lo hanno reso popolare in Coaching for Performance. La sua base di evidenza è principalmente il consenso dei professionisti più che studi randomizzati — anche se i singoli meccanismi che lo compongono (definizione specifica degli obiettivi, intenzioni di implementazione, mental contrasting) sono ciascuno ben supportati singolarmente.
- esempi di modello GROW
Il modello GROW (Goal/Obiettivo, Reality/Realtà, Options/Opzioni, Will/Volontà o Via da Seguire), reso popolare da Coaching for Performance di John Whitmore, è il framework di conversazione di coaching più usato al mondo. Funziona sequenziando una conversazione dalla chiarezza dell'obiettivo attraverso una valutazione onesta della realtà fino alla generazione di opzioni e all'impegno — resistendo all'istinto del coach di saltare direttamente al consiglio. Le prove sono cliniche piuttosto che da trial controllati, sebbene i principi sottostanti si mappino su meccanismi psicologici ben supportati.
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